Perché le scale mobili? Forse la domanda più giusta sarebbe un’altra: perché dipingere in movimento? Se, all’inizio del secolo, i futuristi hanno espresso il movimento incessante della società industriale, della grande città, delle fabbriche, attualmente siamo arrivati a quello che chiamerei “ipermovimento”: tutti quanti ormai siamo diventati come un bambino che entra in un negozio di giocattoli e corre qua e là, senza sapere cosa scegliere perché vorrebbe tutto. Produco opere in movimento perché anch’io, come gli altri, non riesco a non muovermi, a non correre. Lavorare camminando su una scala mobile, in un centro commerciale, in una stazione della metropolitana, o in un aeroporto, elimina le distanze tra l’artista e le altre persone, indipendentemente dal fatto che vogliano comprare o no un quadro. Mi serve per comunicare con la gente che passa. Non tanto per quei trenta secondi, in cui si possono scambiare quattro parole, vorrei seminare consapevolezza che la vita è qualcosa che scorre, mentre noi siamo impegnati sempre più spesso a fare qualcosa d’altro. Per questo ho concentrato il mio impegno su alcuni progetti di carattere umanitario, perché sono sicuro che, alla fine, i “sognatori” impegnati a queste imprese, piccole e grandi, dimostreranno di avere precorso i tempi e di avere trovato soluzioni a problemi che sembravano irrisolvibili. Certo che è una bella presunzione definirsi artista! Ma la sfida è proprio scoprire cose nuove, anzi aiutare tutti a vedere meglio le cose nuove che stiamo facendo e vivendo. C’è che dice che ormai è stato scoperto tutto, che non c’è più niente da inventare. Invece, secondo me, c’è ancora tanto da scoprire nel pianeta umanità.

Movimentart - Gregorio Mancino

Studio: Alzaia Naviglio Grande, 4 - Milano -    movimentart@alice.it

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